L’esercito federale dell’Etiopia ha lanciato la scorsa settimana una controffensiva nelle regioni dell’Amhara per impedire l’avanzata del TDF in direzione di Gondar e degli snodi stradali che collegano la regione occidentale del Tigrai con l’Amhara.

L’operazione sembra essere stata pianificata e organizzata su larga scala e con ampio ricorso alle migliori unità militari tanto dell’esercito federale quanto delle milizie regionali di alcuni stati della federazione. L’obiettivo, secondo i piani dell’alto comando di Addis Abeba, è quello di stroncare definitivamente l’avanzata delle forze del TDF in direzione di Gondar, e impedire contestualmente di isolare le forze Amhara ancora presenti nelle regioni occidentali dello stato del Tigrai, che si troverebbero isolate e senza rifornimenti se le arterie di comunicazione intorno a Gondar dovessero cadere.

Ulteriore asse della controffensiva è quello a sud di Macallè, lungo la direttrice stradale della A2, in quello che appare come un piano atto a riconquistare terreno in direzione di Weldiya, sino al confine con lo stato federale del Tigrai.

Le operazioni militari della controffensiva federale sono iniziate a pieno regime il 2 settembre, con una forza d’urto che sembrerebbe aver colto di sorpresa le unità del TDF, da tempo all’offensiva, che con ogni probabilità non si aspettavano di essere attaccate con una tale capacità e consistenza.

Intensi combattimenti si sarebbero verificati lo scorso 4 settembre a sud della città di Mersa, lungo la strada che porta a Dessie, tra le forze del TDF e quelle federali, sostenute delle milizie di alcuni stati regionali, tra le quali in particolar modo quelle Amhara, dei Somali e Afar.

L’intensità delle operazioni militari organizzate dall’esercito federale sembrerebbe aver avuto la meglio sulle pur consistenti forze del TDF, riconquistando in pochi giorni buona parte delle aree precedentemente occupate dai tigrini a ridosso dell’arteria di comunicazione B22. In particolar modo i combattimenti avrebbero interessato l’area di Debre Tabor, con la riconquista di numerosi villaggi da parte dell’ENDF e delle milizie regionali e la contestuale distruzione di un certo numero di mezzi corazzati.

Le forze federali hanno impiegato nei combattimenti anche numerosi elicotteri d’attacco, confermando in tal modo la volontà di tentare un’azione risolutoria contro le forze del TDF dilagate in profondità tanto nella regione dell’Amhara quanto in quella dell’Afar nel corso delle precedenti settimane.

Nei pressi del villaggio di Dabat, il 4 settembre, le forze dell’ENDF e quelle Amhara sarebbero riuscite ad infliggere una pesante sconfitta alle forze del TDF, catturando un ampio arsenale di armi e mezzi al termine di intensi combattimenti.

Secondo i comunicati diramati su entrambi i lati del fronte, e di impossibile verifica allo stato attuale, sarebbero ormai migliaia le vittime provocate dal conflitto. Il TPLF ha recentemente sostenuto di aver ucciso oltre 3.000 uomini dell’esercito federale e delle milizie a questo alleate, mentre il governo di Addis Abeba sostiene dall’altra parte di aver ucciso quasi seimila combattenti tigrini. Nessuna delle due parti è tuttavia in grado di fornire alcuna evidenza dei dati diramati, né tantomeno specificare se questi si riferiscano all’intera durata del conflitto o solo alle ultime e più cruente fasi.

Soldato dell’esercito federale posa sotto il cartello stradale del villaggio di Agrit

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