Si intensifica negli Stati Uniti il dibattito relativo agli sviluppi del conflitto nella regione del Tigrai, già caratterizzato nelle scorse settimane dall’adozione di nuove sanzioni che hanno interessato questa volta il capo di stato maggiore delle forze eritree, il generale Filipos Woldeyohannes.

L’addetta stampa della Casa Bianca, Jen Psaki, ha recentemente risposto ad alcune domande poste dalla stampa in merito alla possibilità per il governo del presidente Biden di estendere le sanzioni tanto in direzione del primo ministro etiopico Abiy Ahmed quanto del presidente eritreo Isaias Afwerki. Secondo la Psaki non ci sono conferme in merito alla possibilità di sanzioni aggiuntive, sebbene questa possibilità continui ad essere oggetto del continuo monitoraggio sull’evoluzione della situazione nella regione del Tigrai.

L’addetta stampa ha anche confermato come l’interesse della Casa Bianca nel seguire la crisi continui a restare elevato, determinando un costante contatto con i principali rappresentanti locali delle istituzioni.

Le parole della Psaki alla stampa, in tal modo, hanno confermato indirettamente come la possibilità di sanzioni di più alto livello ai vertici dello stato etiopico ed eritreo rappresentino allo stato attuale una concreta possibilità per il governo Biden.

Una notizia di cui si era discusso più volte nel corso delle ultime settimane e che si riaffaccia oggi alle cronache della politica internazionale in seguito alle ripetute accuse all’Eritrea di aver nuovamente intensificato il proprio ruolo nel Tigrai a sostegno delle forze dell’ENDF.

Accuse che si aggiungono a quelle dell’Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che ha accusato ai primi del mese di settembre tanto l’Eritrea quanto le forze tigrine del TDF di aver saccheggiato i magazzini degli aiuti nell’Etiopia settentrionale.

Sean Jones, il direttore dell’USAID in Etiopia, ha espressamente accusato nel corso di un’intervista televisiva tanto le forze del TDF quanto quelle dell’Eritrea di aver saccheggiato i magazzini dell’organizzazione nella regione settentrionale dell’Amhara.

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