L’11 settembre il portavoce delle forze armate sudanesi ha smentito le voci circolate nelle ore precedenti relative alla possibilità d un colpo di stato nel paese. Alcuni organi di stampa regionale, infatti, avevano riportato la notizia di una presunta volontà da parte alcune forze politiche di servirsi di unità delle forze armate per organizzare un colpo di stato. Notizia risultata poi infondata e seccamente smentita dal vertice dell’apparato militare.

Il governo sudanese appare al contrario particolarmente attivo nella promozione delle relazioni regionali, caratterizzate dalle tensioni con l’Etiopia e dalle conseguenze del conflitto nella regione etiopica del Tigrai.

Il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok, nella sua veste di presidente pro tempore dell’IGAD, ha organizzato lo scorso 9 settembre una serie di colloqui telefonici con i suoi omologhi regionali e con l’inviato speciale USA per il Corno d’Africa Jeffrey Feltman, con i quali ha discusso una corposa agenda di questioni di interesse bilaterale e regionale del Sudan.

I colloqui sono stati organizzati con i capi di stato del Sud Africa, dell’Uganda, del Kenya, del Ruanda, di Gibuti, del Sud Sudan e della Somalia, mentre l’agenzia di stampa nazionale SUNA ha specificamente evidenziato come non siano intercorsi contatti né con l’Etiopia, né con l’Eritrea.

Particolare enfasi è stata data dalla stampa sudanese all’organizzazione di un’attività militare di addestramento con l’India, parte di un rinnovato interesse di Nuova Delhi per l’esercizio di un ruolo attivo delle proprie unità militari – soprattutto navali – nell’area del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano.

L’esercitazione navale congiunta nel Mar Rosso, al largo delle coste sudanesi, dove ha partecipato la fregata indiana Tabar, si è tenuta nell’ambito di un programma di cooperazione militare nella regione che l’India ha recentemente rafforzato.

La INS Tabar, fregata della classe Talwar, è stata impegnata il 10 settembre nell’ambito di un’esercitazione congiunta con le unità della marina sudanese Almazz e Nimer, che hanno previsto la condotta di una pluralità di attività addestrative finalizzate alla contro-interdizione di natanti ostili, al rifornimento in mare e all’impiego delle unità ad ala rotante.

L’esercitazione svolta dalla fregata indiana INS Tabar in Sudan segue di pochi giorni una simile attività condotta in collaborazione con la marina egiziana nelle acque del Mediterraneo, dove insieme alla fregata egiziana ENS Alexandria sono state organizzate esercitazioni congiunte. Attività preceduta nel mese di agosto da due ulteriori distinte esercitazioni con le marine dell’Algeria e del Marocco.

L’iniziativa della marina militare indiana si inserisce nell’ambito di una più vasta operazione di “diplomazia militare” attualmente in corso nell’Oceano Indiano, e che impegna altre tre fregate (INS Mysore, INS Ganga e INS Aditya) in altrettante esercitazioni in collaborazione con le omologhe marine del Kenya, della Tanzania, del Suda Africa, delle Seychelles e delle Mauritius.

Le finalità di questa missione della marina indiana è quella di dimostrare la capacità d’impiego a largo raggio delle proprie unità e rafforzare il partenariato con i paesi dell’Africa Orientale nell’ottica di una più stretta collaborazione per la protezione delle principali arterie oceaniche del trasporto marittimo.

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