Il 25 novembre è stato firmato all’Asmara un Memorandum of Understanding (MoU) tra l’Eritrea e la Cina per la cooperazione nello sviluppo della Belt and Road Initiative (BRI) cinese.

Il documento è stato firmato nel palazzo del Ministero degli Esteri eritreo dal ministro Osman Saleh e dall’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese all’Asmara, Cai Ge.

Con la firma del MoU, l’Eritrea diventa il 50° stato africano ad aderire alla proposta di cooperazione cinese per lo sviluppo di una rete di connessioni globali finalizzate a favorire la circolarità dei trasporti verso la Cina, impegnandosi in tal modo a valutare lo sviluppo di infrastrutture soprattutto lungo le proprie coste del Mar Rosso.

Al netto del possibile futuro valore economico dell’accordo, tuttavia, la firma del MoU tra Eritrea e Cina rappresenta un più immediato elemento di una strategia politica bilaterale volta da un lato ad aggirare l’isolamento internazionale dell’Eritrea e dall’altro a dimostrare l’indipendenza della Cina rispetto alle politiche statunitensi ed europee nella regione.

La firma del MoU, in tal modo, rappresenta per Pechino uno strumento indiretto per dimostrare come la Cina intenda ignorare le recenti politiche sanzionatorie stabilite dagli Stati Uniti e da alcuni paesi europei, adottando una politica indipendente capace di dimostrare alle controparti africane come Pechino non intenda sottomettere i propri interessi e quelli dei paesi della regione alle valutazioni politiche del governo statunitense.

A fronte di una crescente pressione degli Stati Uniti tanto sull’Etiopia quanto sull’Eritrea, in conseguenza dell’escalation del conflitto contro il Tigrai e delle violenze commesse da ognuna delle parti nel corso di oltre un anno di combattimenti, tanto il governo di Addis Abeba quanto quello dell’Asmara rivolgono in tal modo il proprio sguardo alla Russia e alla Cina. Lo scopo è quello di impedire l’isolamento internazionale dei due paesi, impedendo soprattutto l’adozione di sanzioni internazionali da parte dell’ONU, dove la Russia e la Cina contrastano le politiche degli Stati Uniti e quelle dell’Unione Europea attraverso la manifestazione di una politica che definiscono come contraria all’unilateralismo di Washington.

In questo contesto, nessun concreto progetto di sviluppo è connesso alla firma del MoU tra Eritrea e Cina, che si limita a richiamare l’impegno dei due paesi in direzione di una politica di crescente cooperazione nel settore delle infrastrutture. Il valore del documento è pertanto puramente politico, come sottolineato anche dalla narrativa che ne ha accompagnato la firma in Eritrea, costruita sul valore pluritrentennale del rapporto tra Asmara e Pechino, che ha favorito l’indipendenza eritrea e ne ha poi sostenuto il successivo sviluppo.

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