Un ulteriore attentato con autobomba ha avuto luogo a Mogadiscio (25 novembre). Obiettivo dell’attacco era un convoglio di sicurezza privato, di una società acquartierata nel compound della Missione dell’Unione africana in Somalia (AMISOM).

Un attentatore suicida ha lanciato un SUV contro i mezzi in movimento colpiti nei pressi dell’incrocio del KM4 e di una scuola, le cui pareti sono parzialmente crollate nel forte scoppio. 8 le vittime e 17 i feriti, tra cui diversi studenti e almeno 4 componenti della scorta del convoglio; illesi invece gli stranieri scortati che erano obiettivo dell’azione, poi rivendicata dagli Al Shabaab.

È questa una fase di recrudescenza della minaccia del terrorismo, con ripetute azioni letali nella capitale. Il 23 novembre, si era recato ad Ankara il Capo di Stato Maggiore gen. Rageh, per incontri con il Ministro della Difesa turco Akar. Si tratta di mantenere vivo il filo della cooperazione in materia di sicurezza, vitale per Mogadiscio nel contrasto al terrorismo.

L’assistenza internazionale resta necessaria anche per la grave siccità che colpisce in queste settimane il Paese, interessando oltre due milioni e mezzo di persone – ovvero circa un quinto della popolazione somala. Il Qatar parteciperà a un nuovo programma di intesa con la FAO (Organizzazione per l’Agricoltura delle Nazioni Unite) e promesse di assistenza sono state espresse anche in sede di Istituzioni europee. Il Premier Roble e associazioni imprenditoriali hanno donato dal canto loro oltre 3 milioni di dollari, mentre è stato istituito uno stato di emergenza umanitaria.

Il processo elettorale resta in ombra in questa fase a fronte di tali urgenze. È rinnovata la spinta a procedere e chiudere entro dicembre, ma pubblicità è data anche all’apertura del Team Elettorale (Federal Electoral Implementation Team, FEIT) ad accogliere ed esaminare eventuali ricorsi – in particolare quelli dell’opposizione rappresentata dall’ex Presidente del Parlamento Jawari.

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