Le notizie delle ultime settimane dal conflitto senza quartiere in corso in Etiopia tra le forze governative e quelle tigrine sono molto confuse, e la propaganda di guerra da parte dei due principali schieramenti pone la situazione in una sorta di nebbia di guerra. Una nebbia che non si può tagliare col coltello ma che solo il tempo riuscirà a diradare e a quel punto la situazione sul campo sarà chiara, anche se probabilmente il conflitto sarà a quel punto finito.

Dopo che l’avanzata delle forze tigrine del TDF sembrava inarrestabile qualche settimana fa, dopo il raid di un drone a Macallè – ripetuto questa settimana – adesso sembra che le forze governative dopo settimane di torpore si siano risvegliate. Il Primo Ministro Abyi Ahmed è addirittura andato al fronte, o almeno così pare dalle immagini che sono state rilasciate venerdì 26 novembre. Abyi, in divisa militare, è in compagnia di numerosi soldati in un’area che potrebbe essere, o almeno così si crede, l’Afar. Il morale delle truppe è alto secondo il Primo Ministro ma, ancora più importante, sembra che le forze governative siano riuscite a conquistare Chifra nell’Afar.

Chifra era stata conquistata circa un mese fa dalle forze tigrine e si trova ad ovest di Millè, la città che le forze tigrine stanno cercando di catturare da settimane. Allo stesso tempo pare che il TDF abbia catturato una città più a sud, avvicinandosi ad Addis Abeba che oramai dista 220km. Queste sono le informazioni raccolte nell’esclusiva rilasciata ad Al Jazeera Ethiopia dalle forze governative, qui il reporter Mohammed Taha Tewekel, ha potuto assistere da vicino alla riconquista della città.

Il reporter afferma che le forze tigrine “sono state scacciate da quest’area strategica” ma che allo stesso tempo sentiva “spari provenire da tutte le direzioni”. Inoltre egli ha potuto testimoniare di prima mano la brutalità del conflitto, ha infatti visto le strade costellate di corpi così come i negozi e addirittura le moschee distrutte.  Le forze governative hanno poi affermato di star avanzando adesso verso le città di Bati e Kombolcha, anche queste recenti conquiste del TDF.

Pare che le forze tigrine, allo stesso tempo, abbiano cambiato la loro strategia e si stiano concentrando più sulla città di Debre Birhan. Questa è vista come l’ultimo importante avamposto di difesa che blocca l’accesso ad Addis Abeba.

Tuttavia, nessuna di queste notizie è stata confermata e le due parti non hanno rilasciato nessuna dichiarazione rispetto ai (supposti) successi dell’avversario. Inoltre nuove leggi sono state promulgate dal governo, le quali impediscono la pubblicazione di movimenti militari o esiti di battaglie senza l’approvazione del governo. Questo, unito alla difficoltà di accesso alle forme di comunicazione non permette un sicuro e costante flusso d’informazioni in merito al conflitto. Allo stesso tempo anche l’account twitter, solitamente prolifico di informazioni, del portavoce del TPLF Getachew Reda è rimasto piuttosto silenzioso nelle ultime due settimane.

Alcuni analisti, come riportato dalla BBC, affermano che le forze tigrine potrebbero essere troppo allungate (over stretched) sul territorio e che quindi siano vulnerabili a contrattacchi, rendendo plausibile ancor di più l’azione delle forze governative.

Stiamo dunque assistendo all’ennesimo rivolgimento di fronte del conflitto scoppiato in Tigrai l’anno scorso? Le forze governative sembravano impotenti, e la mobilitazione generale così come lo stato di emergenza dichiarati dal governo sembravano far supporre che anche gli effettivi dell’esercito fossero in forte difficoltà. Era quella forse un’altra mossa di propaganda di guerra? O è questo contrattacco stesso una mossa per confondere le acque di un contendente che sta per cedere? Le prossime settimane ci diranno qual è la vera situazione sul campo.

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