A dispetto dell’ottimismo dichiarato dal governo e dal presidente Ismail Omar Gueleh in chiusura del 2021, la pubblicazione del nuovo documento programmatico di bilancio – approvata lo scorso dicembre – dimostra come la crisi regionale dell’Etiopia e la pandemia abbiano colpito duramente l’economia di Gibuti.

Il documento di programmazione economica per il 2022, infatti, include numerosi incrementi sul piano fiscale, mentre secondo le valutazioni della Banca Africana per lo Sviluppo l’economia locale ha sofferto dell’indebolimento della domanda globale causato dalla pandemia, che ha causato un forte rallentamento delle attività di riesportazione dal terminal di Doraleh, che ha determinato un rallentamento della crescita del PIL reale all’1,4% nel 2020, rispetto al 7,8% del 2019.

Sebbene le prospettive di ripresa dell’economia di Gibuti siano giudicate incoraggianti dagli analisti finanziari, continuano a pesare sulla ripresa dell’economia le variabili esterne della pandemia e della crisi in Etiopia, che determina conseguenze significative nell’alimentare i terminali merci del porto di Gibuti.

Le stime della Banca Africana per lo Sviluppo, al netto di nuove crisi globali e regionali, prevedono una crescita del PIL reale di Gibuti dell’8,1% nel corso del 2022, manifestando in tal modo un concerto ottimismo in merito alle possibilità di ripresa del paese.

Destano tuttavia preoccupazione, secondo gli analisti, i nuovi incrementi sul piano fiscale inseriti dal governo di Gibuti nel documento di programmazione economica per il 2022, che riflettono i timori del governo sulla capacità di gestione degli impegni per l’anno corrente, e potrebbero determinare contraccolpi sul piano degli investimenti esteri.

L’ottimismo delle stime della Banca Africana per lo Sviluppo, infatti, è interamente imperniato intorno alle prospettive di crescita nei volumi delle infrastrutture portuali del paese, così come nell’intercettare ulteriori flussi nell’area del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, che, al contrario, potrebbero essere scoraggiati dall’incremento di alcuni capitoli della politica fiscale del paese.

Questo fattore potrebbe accrescere la vulnerabilità strutturale dell’economia di Gibuti, rappresentata dalla forte crescita del debito pubblico derivante dagli ingenti investimenti nel settore delle infrastrutture (50,2% del PIL nel 2015 e 72,9% nel 2020).

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