Il 29 maggio è ufficialmente iniziata la campagna elettorale del Kenya, che si concluderà con le elezioni presidenziali del prossimo 9 agosto.

I candidati per il seggio presidenziale sono in tutto 16, sebbene i principali restino sostanzialmente due, Raila Odinga e William Ruto, che hanno avviato la propria campagna politica concentrandosi principalmente su temi di natura economica, proponendo due diverse modelli concettuali per rilanciare il paese.

La commissione elettorale del Kenya ha ordinato poco prima dell’avvio della campagna elettorale una politica di forte contrasto alle spese dei candidati attraverso il ricorso a fondi pubblici, per impedire che i candidati attualmente impiegati nelle istituzioni possano beneficiare di maggiori risorse, illegalmente impiegate a sostegno delle proprie candidature.

La commissione ha ordinato ai suoi funzionari di predisporre il sequestrare di qualsiasi risorsa statale utilizzata illegalmente nella campagna, e la direttiva si applica anche ai membri del Parlamento in carica – senatori, membri dell’Assemblea nazionale e rappresentanti delle donne – nonché governatori, vice governatori e membri dell’assemblea di contea.

A tal fine, tutti i funzionari pubblici che concorrono alle elezioni devono indicare con precisione l’elenco delle strutture alle loro dipendenze, i budget disponibili e le attrezzature da questi dipendenti, al fine di impedire che possano in qualsiasi modo essere impiegate a sostegno della campagna elettorale.

A dispetto di tali disposizioni, l’avvio della campagna elettorale a Nairobi, e soprattutto quella dei due principali sfidanti William Ruto e Raila Odinga, ha già dato prova di essere strutturata su un cospicuo budget di spesa, con imponenti strumenti di promozione e diffuse accuse di corruzione.

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