Il 25 maggio il primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, si è recato in visita di Stato in Nigeria, dove ha incontrato il presidente Muhammadu Buhari con il quale ha discusso ufficialmente del rafforzamento delle relazioni bilaterali, anticipando anche l’organizzazione di una Commissione Ministeriale congiunta che si terrà ad Addis Abeba nel corso del mese di giugno.

Secondo indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa regionale (https://borkena.com/2022/05/29/nigeria-ethiopian-pm-abiy-tplf-leaders-met-for-negotiation/), e di difficile verifica, il primo ministro etiopico avrebbe incontrato segretamente ad Abuja, nel corso della visita di Stato, anche alcuni rappresentanti del partito di governo tigrino TPLF, appositamente giunti nella capitale della Nigeria per incontrare Abiy Ahmed.

La delegazione tigrina sarebbe stata guidata dall’ex ambasciatore Berhane Gebre-Kristos, e avrebbe discusso con il primo ministro etiopico della possibilità di un accordo per porre fine alla grave crisi determinata dal recente conflitto.

Il primo ministro Abiy Ahmed, secondo quanto riportato, avrebbe accettato numerose delle richieste formulate dal Tigrai, inclusa la cessione di una significativa parte dell’area del Wolkait, a fronte di un sostegno atto ad arginare il ruolo delle milizie armate in Oromia e nell’Amhara.

Sempre secondo le fonti di stampa (https://www.agenzianova.com/news/etiopia-fonti-stampa-ahmed-incontra-in-segreto-il-tplf-in-nigeria-e-si-prepara-a-una-possibile-ribellione-eritrea/), i colloqui tra il primo ministro e il TPLF si inserirebbero nell’ambito di una crescente crisi tra il governo federale di Addis Abeba e l’Eritrea. In questo contesto, mentre il primo ministro sarebbe impegnato nel tentativo di individuare la possibilità di un accordo con i tigrini per far cessare le violenze nel nord dell’Etiopia, tale approccio sarebbe stato fortemente criticato tanto dall’Eritrea quanto dal governo dello stato regionale Amhara. I primi considerano il TPLF una minaccia esistenziale per la sicurezza nazionale, e non intendono accettare compromessi con le autorità di Macallè, mentre i secondi non intendono recedere dai territori del Tigrai occidentale occupati a seguito del conflitto, denunciando inoltre l’aggressione tigrina nell’area del Wolkait.

Impossibile allo stato attuale verificare la veridicità delle notizie relative all’incontro ad Abuja tra Abiy Ahmed e i rappresentanti del TPLF, sebbene i segnali di una rinnovata intensità politica nella regione siano particolarmente evidenti in queste ultime settimane.

L’ex presidente della Nigeria, Olusegun Obasanjo, oggi alto rappresentante dell’Unione Africana per il Corno d’Africa, si è incontrato a Macallè il 31 maggio con il presidente del TPLF Debretsion Gebremichael, con il quale si è intrattenuto per colloqui sui quali è stato mantenuto il massimo riserbo (https://addisstandard.com/asdailyscoop-au-horn-envoy-meets-tigrays-leader/). Tali colloqui sono stati interpretati da molti come l’effetto del precedente incontro ad Abuja tra Abiy Ahmed e Gebre-Kristos, collocandoli nel quadro di un più ampio disegno regionale atto a favorire un accordo tra il governo federale di Addis Abeba e quello dello stato del Tigrai.

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