Prima ancora della sua inaugurazione ufficiale prevista il 9 giugno, il neopresidente Mohamud ha dato avvio al “treno della Pace”, ovvero una serie di visite ufficiali negli Stati federati, per promuovere riconciliazione, stabilità e misure di contrasto alla siccità.

Nella prima tappa egli ha raggiunto Baidoa (Sud Ovest) il 31 maggio, accolto da quel Presidente Laftagaren, alleato dell’ex Presidente Farmajo. I due leader politici hanno inaugurato un edificio pubblico che accoglierà la nuova sede del governo regionale, prima di intavolare discussioni a porte chiuse. Il Presidente regionale ha riaccompagnato poi Mohamud verso l’aeroporto cittadino. Una seconda tappa si è svolta a Dhusamareb capoluogo del Galmudug (2 giugno), con colloqui con quel Presidente Qoorqoor, deputati e notabili locali.

Smentite ipotesi di pressioni per una sostituzione di Laftagaren, diffuse ad arte dagli stessi suoi collaboratori. L’iniziativa di Mohamud incontra ad ogni modo un primo e immediato test politico – non solo sul lato interno, quanto anche su quello internazionale nei confronti di Addis Abeba.

Toni più distesi si osservano nell’interlocuzione con il Puntland, il cui Presidente Deni ha fatto convergere suoi voti verso Mohamud. Sempre difficili invece le relazioni con il Somaliland.

Un secondo ordine di novità è nelle nomine che seguono le purghe interne agli apparati di sicurezza nazionali e specificamente negli organismi di informazione, pietra angolare del potere pro-Farmajo.

Di rilievo inoltre a questo proposito è il primo raid statunitense (3 giugno) contro miliziani di Al Shabaab da quando è stato annunciato il rientro delle forze speciali in Somalia. L’attacco ha colpito 5 terroristi nei pressi di Chisimaio (Oltregiuba), ma non è stato ancora confermato in via ufficiale dai Comandi militari USA, come è prassi nell’immediatezza dell’evento.

Vi è una attenzione rinnovata al contrasto al terrorismo. Mohamud appare consapevole che ogni progresso su questo dossier costituisce un facile elemento di paragone con il suo predecessore. Allo stesso modo, la mancanza di risultati concreti potrà risultare in una etichetta di inefficienza, difficile da scrollare. Mohamud potrebbe voler “regionalizzare” la soluzione ai vari dossier – ivi inclusa la lotta al terrorismo, secondo modi e tempi tuttavia da definire.

Sempre basso il profilo tenuto invece in questa fase dal PM Roble, con poche uscite pubbliche. Non si registrano ipotesi quanto a una sua successione. Il rapporto con la popolazione è descritto in termini positivi.

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