Secondo quanto riportato da alcune fonti di stampa internazionale (https://www.reuters.com/world/africa/eritrean-troops-shell-town-north-ethiopia-un-2022-05-31/), che citano fonti locali e dell’ONU, nella notte tra il 28 e il 29 maggio le forze armate dell’Eritrea avrebbero colpito ripetutamente con l’artiglieria la città di Shiraro, nel nord dell’Etiopia, nello stato regionale del Tigrai.

Secondo le stesse fonti, nel corso dell’attacco sarebbe stato colpito anche un edificio scolastico nel quale trovavano alloggio numerose famiglie di sfollati a causa del conflitto, provocando la morte di una giovane di 14 anni e il ferimento di altre 18 persone.

L’attacco sarebbe stato denunciato dal partito di governo del Tigrai, il TPLF, e confermato da fonti dell’ONU riportate dall’agenzia di stampa Reuters. Secondo il TPLF, inoltre, la portata degli scontri sarebbe stata di più ampie dimensioni, prolungandosi per due giorni, provocando la morte di 4 alti ufficiali e oltre 300 soldati eritrei. Con un messaggio Twitter diramato il 30 maggio, il consigliere del presidente del TPLF, Getachew Reda, ha accusato le forze eritree della 57ma e 21ma divisione di aver lanciato un attacco su larga scala lungo il confine tra i due paesi, venendo respinte nell’area di Adi Awalla, a circa 10 Km dalla linea di confine, in territorio tigrino.

La notizia non ha trovato riscontro in Eritrea, mentre fonti del governo federale etiopico hanno accusato le autorità del TPLF di aver provocato gli scontri, pur ammettendo di non essere a conoscenza dei dettagli relativi ai combattimenti, ed escludendo che le autorità eritree intendano scatenare un’offensiva nella regione. Secondo il ministro dei servizi di comunicazione del governo federale di Addis Abeba, Legesse Tulu, le forze del TPLF avrebbero subito ingenti perdite nel corso dei combattimenti (https://addisstandard.com/news-tigray-reports-fresh-conflict-with-eritrean-forces-fed-gov-accuses-tigrayan-forces-of-provoking/).

La notizia degli scontri segue di alcune settimane quella della possibilità di un’offensiva tigrina contro la capitale eritrea, Asmara, circolata nell’ambito di ambienti diplomatici e confermata indirettamente dal ministro dell’informazione dell’Eritrea, Yemane Meskel, secondo il quale il  TPLF starebbe da tempo preparando nuovi attacchi militari (https://www.agenzianova.com/news/etiopia-portavoce-tplf-respinta-loffensiva-delle-forze-eritree-nel-nord-del-tigre/).

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