Confermando quanto detto poco dopo la proclamazione della vittoria elettorale di William Ruto alle elezioni presidenziali del Kenya dello scorso 9 agosto, lo sfidante Raila Odinga ha presentato il 22 agosto ricorso alla Corte Suprema contestando l’esito dello spoglio delle schede.

Lo ha annunciato alla stampa il portavoce di Odinga, Daniel Maanzo, aggiungendo come al ricorso siano stati allegati numerosi documenti che comproverebbero le perplessità del candidato sconfitto alle elezioni nel merito delle modalità di gestione del conteggio delle schede (https://www.voanews.com/a/kenya-s-odinga-challenges-presidential-poll-result-in-supreme-court/6711323.html).

Secondo Odinga il sistema di conteggio della commissione elettorale indipendente sarebbe stato violato con un attacco informatico, alterando in tal modo i risultati delle elezioni. Tale azione, inoltre, sarebbe avvenuta con la complicità di alcuni funzionari corrotti della stessa commissione.

Odinga chiede quindi la verifica delle informazioni sottoposte all’attenzione della Corte Suprema e, qualora queste dovessero essere ritenute corrette, l’organizzazione di nuove elezioni (https://www.ft.com/content/373af347-1d9b-4a60-bee5-ab2ed9ff38cd).

I sette giudici della Corte Suprema hanno adesso due settimane per esprimersi sul caso e fornire una risposta, e, nella circostanza in cui dovessero sostenere le ragioni di Odinga, organizzare nuove elezioni entro il termine perentorio di 60 giorni.

Un’eventualità che desta preoccupazione, temendosi concretamente la possibilità di nuove violenze come in occasione delle precedenti elezioni del 2017.

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