Segnali incoraggianti giungono dal Sudan e dall’Etiopia nel merito della disputa per il controllo dell’area di confine dell’al-Fashaga, sotto la sovranità sudanese ma abitata da tempo da agricoltori e allevatori etiopici, dove numerose violenze sono state registrate nel corso dell’ultimo anno.

Dopo l’incontro del mese scorso in Kenya tra il primo ministro etiopico Abiy Ahmed e il presidente del Consiglio Sovrano di Transizione del Sudan, general Abdel Fattah al-Burhan, i due esponenti politici hanno confermato nel corso della settimana la reciproca volontà di incontrarsi nuovamente per discutere i termini di una possibile soluzione (https://theowp.org/ethiopia-and-sudan-agree-to-border-dispute-dialogue/).

Il 23 agosto, inoltre, un consigliere per la sicurezza nazionale del presidente del Sud Sudan Salva Kiir, Tut Galtuak Manime, nel corso di una visita a Khartum ha ribadito la disponibilità del proprio paese nel farsi promotore degli incontri tra Etiopia e Sudan per le dispute territoriali, confermando indirettamente la disponibilità dei due stati della regione a discutere i termini di gestione dell’area dell’al Fashaga (http://www.china.org.cn/china/Off_the_Wire/2022-08/23/content_78383955.htm).

Pochi giorni prima, il 19 agosto, il governo di Juba aveva firmato con il governo federale di Addis Abeba un accordo di cooperazione nel settore della sicurezza e della lotta al terrorismo, nell’ambito di un incontro tra il direttore generale della sicurezza interna del Sud Sudan, Akor Kor Cook, e il direttore del servizio di intelligence etiopico NISS, Tamsegen Tiruneh (https://www.theeastafrican.co.ke/tea/business/ethiopia-south-sudan-sign-security-cooperation-agreements-3919608).

Ulteriore segnale positivo nei rapporti tra Sudan ed Etiopia è quello della risposta di Khartoum all’annuncio da parte di Addis Abeba del completamento della terza fase di riempimento del bacino idrico della diga del GERD. Sebbene il Sudan abbia invitato l’Etiopia a non intraprendere azioni unilaterali nel merito della questione connessa alla diga, chiedendo altresì di avviare i colloqui trilaterali con l’Egitto per la definizione di un accordo vincolante tra le parti, le autorità di Khartoum hanno escluso la possibilità di qualsiasi azione contro l’Eritrea (https://english.alaraby.co.uk/news/sudan-says-it-wont-retaliate-over-ethiopia-dam-filling). Secondo alcuni commentatori della stampa sudanese, inoltre, la presenza della diga avrebbe quest’anno attenuato le conseguenze delle inondazioni provocate delle copiose piogge stagionali, impedendo maggiori danni alle infrastrutture e alle aree agricole.

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